Short Story

ADSO Savona

Sulla base delle osservazioni presentate si apre per l’ADSO una fase nuova denominata “CASA NOSTRA”, un luogo nel quale gli adulti con sindrome di Down  possano sentirsi a casa e sostenuti da una “famiglia allargata”.

Sicuramente i bisogni educativi saranno diversi e probabilmente maggiormente assistenziali e in questo senso l’ADSO prevede di inserire all’interno dell’equipe educativa figure professionali maggiormente indicate ad affrontare una fase diversa del ciclo di vita.

CASA NOSTRA potrebbe essere paragonato a un condominio nel quale possono esistere varie realtà: gli adolescenti, i giovani, gli adulti e le coppie, ma anche gli anziani. Ma in questo “condominio” non si è soli nella propria realtà, l’associazione ADSO garantisce assistenza, sostegno educativo e psicologico ai giovani e alle famiglie, amici e volontari. Potrebbe essere anche un luogo da frequentare per fare attività, scrivere il giornalino, organizzare le ferie o semplicemente per passare a trovare un amico.

Per la realizzazione della fase “CASA NOSTRA” vi è bisogno di un’abitazione che consenta la sistemazione dei ragazzi in stanza singola/doppia per anticipare i bisogni in cui si potrà incorrere nella fase di adultità avanzata e dell’anzianità.

Gli spazi dovranno essere adeguati ad un maggior tempo da dedicare alla cura della persona, quando terminerà il percorso di inserimento lavorativo, per il mantenimento di tutte le abilità di autonomia che sarà possibile preservare.

PROGETTO ADSO: “CASA NOSTRA”

by ADSO Savona

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Savona, Italia
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Campaign Story

Da anni l’ADSO si è posta come obiettivo prioritario la nascita sul territorio savonese di una progettualità radicata basata sul durante-dopo di noi. Due sono le motivazioni forti che ci spingono verso l’attuazione piena del progetto residenziale:

  • Completare il percorso legato alla realizzazione di una soddisfacente autonomia personale.
  • L’allungamento dell’età di vita delle persone con sindrome di down che si assesta intorno ai 60 anni, ma è destinata ad allungarsi (Convegno Besta Milano)

Quando si pensa a “casa” non si pensa solo ad un edificio, si pensa ad un contesto vivente a cui sentiamo di appartenere, un porto a cui siamo ancorati da una questione identitaria.

Essere a casa, tornare a casa, sentirsi a casa sono tutte espressioni che indicano quanto la casa rappresenti un profondo senso di agio personale e di benessere con sé e con l’esterno.

L’ADSO promuove ormai da anni percorsi di autonomia e integrazione che riguardano l’intera vita della persona Down, ma con un occhio rivolto al futuro e soprattutto al così detto DURANTE-DOPO DI NOI.

Con i progetti residenziali svolti in modo progressivo e coinvolgendo in primo luogo i genitori l’Associazione si è posta l’obiettivo di rendere meno traumatico possibile il passaggio da una vita in famiglia ad una vita in comunità.

Inoltre l’ADSO ha partecipato Il 15 marzo 2016 a Milano ad un convegno nazionale sull’ invecchiamento della persona con sindrome di down organizzato dal “Besta”, dove sono stati presentati i dati relativi al PROGETTO NAZIONALE DOSAGE” Funzionamento, disabilità e invecchiamento delle persone con Sindrome di Down in Italia”.

E’ un progetto di ricerca biennale finanziato dalla fondazione Lejeune di Parigi.

Ad oggi mediamente la persona down entra nell’invecchiamento dopo i 45 anni e l’aspettativa di vita si assesta sui 60 anni.

Nella ricerca è stata dimostrata una stretta correlazione tra invecchiamento ed ambiente.

Man mano che la persona down invecchia bisogna fare maggior attenzione ai bisogni del singolo, creando ambienti in cui vi sia il rispetto di orari differenti e l’attenzione al mantenimento delle autonomie raggiunte.

Chi ha intorno a se una rete famigliare o amichevole invecchia meglio e le relazioni sono fondamentali per il mantenimento delle funzioni acquisite.

Molta attenzione va dedicata agli spazi: arredi, luci, colori, suoni con riduzione delle attività strutturate in favore di situazioni a loro più congeniali.

Sulla base delle osservazioni presentate si apre per l’ADSO una fase nuova denominata “CASA NOSTRA”, un luogo nel quale gli adulti con sindrome di Down  possano sentirsi a casa e sostenuti da una “famiglia allargata”.

Sicuramente i bisogni educativi saranno diversi e probabilmente maggiormente assistenziali e in questo senso l’ADSO prevede di inserire all’interno dell’equipe educativa figure professionali maggiormente indicate ad affrontare una fase diversa del ciclo di vita.

CASA NOSTRA potrebbe essere paragonato a un condominio nel quale possono esistere varie realtà: gli adolescenti, i giovani, gli adulti e le coppie, ma anche gli anziani. Ma in questo “condominio” non si è soli nella propria realtà, l’associazione ADSO garantisce assistenza, sostegno educativo e psicologico ai giovani e alle famiglie, amici e volontari. Potrebbe essere anche un luogo da frequentare per fare attività, scrivere il giornalino, organizzare le ferie o semplicemente per passare a trovare un amico.

Per la realizzazione della fase “CASA NOSTRA” vi è bisogno di un’abitazione che consenta la sistemazione dei ragazzi in stanza singola/doppia per anticipare i bisogni in cui si potrà incorrere nella fase di adultità avanzata e dell’anzianità.

Gli spazi dovranno essere adeguati ad un maggior tempo da dedicare alla cura della persona, quando terminerà il percorso di inserimento lavorativo, per il mantenimento di tutte le abilità di autonomia che sarà possibile preservare.

Su Savona la progettualità è divenuta operativa grazie alla ristrutturazione di due immobili messi a disposizione dalla opere sociali e predisposti sulla base della legge 112 del 2016 conosciuta come legge sul dopo di noi.

Su Albenga, grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’amministrazione comunale è stato individuato un immobile ,dato all’ADSO in comodato gratuito per 15 anni, dove poter attivare una progettazione in linea con la legge 112 del 2016 .

Il luogo prescelto è nel cuore della città , a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria e dal centro storico,in Rione Risorgimento. Ad una distanza percorribile in autonomia dai nostri ragazzi si trovano negozi, punti di assistenza, fermata autobus per gli spostamenti individuali e in gruppo.

Inoltre la casa è contornata da un grande cortile con piante ed aiuole che possono essere curate dagli stessi ragazzi e da un orto dove ,con l’aiuto di volontari potranno dedicarsi ad attività legate alla semina e alla coltivazione di ortaggi biologici da utilizzare per la preparazione dei loro pasti.

Ovviamente bisogna prima affrontare un buon lavoro di ristrutturazione per adeguare gli spazi alla progettazione sovra esposta. L’ADSO ha dato l’incarico all’Ingegner Ezio Porta di redigere un capitolato che sarà accompagnato da un preventivo di spesa per dare l’avvio ad una progettazione definitiva e legata al territorio di appartenenza dei ragazzi dove loro nel tempo hanno strutturato relazioni e abitudini di vita.

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